menace from outer spam: segnali alieni di fine del mondo
Affinché non si confonda l’Università di Chaltroonia - dove tutti noi ci siamo laureati - con un manipolo di cialtroni, inauguriamo una rubrica di pubblico servizio sul perché, il percome ed il perquando il mondo che tanto schifiamo sta finendo.
Terzine, quartine, sistine, centurie e millanta altre profezie, nei secoli, hanno avvolto come fumo - anzi, come il cellophane avvolge il fumo - la verità che noi andremo a svelarvi in comode puntate e senza sovrapprezzo. Chiari i segnali, ottima la ricezione: il nostro pianeta è destinato a rapida fine. Legioni aliene lo stanno trasformando nel più grande resort di tutte le galassie, il che esclude la sopravvivenza della razza umana.
Gli alieni ci studiano non da oggi, ma solo da ieri lo fanno con nuova intensità ed uno strumento definitivo per farci implodere sui nostri neuroni: lo spam elettropostale. Sì, proprio quei messaggi che, narrando di celesti pilloline e lunghe alabarde durature, s’incrostano sul nostro client e non c’è Ed Norton o Viakal che li elimini.
Dalle loro basi, nelle tundre russe o nei suburbi cinesi, legioni d’alieni - fingendo di creare, con algidi algoritmi, mittenti come innocui giochi di parole - incrociano messaggi ultralquaidi sulle nostre abitudini e debolezze. Intanto, il costante incremento di corrispondenza inutile frantuma a colpi di milioni di paia le gonadi e la credulità mondiale, rendendo plausibile la prospettiva d’infoibare i pochi superstiti disconnessi.
Ma la conoscenza è salvezza! La speranza della specie umana è affidata al gruppo di nanoscienziati che abbiamo installato nel turbosincrotrone del Gran Sasso. Questo manipolo di teste fine, ancorché nane, intercetta le corrispondenze aliene, elaborando mittenti di miliardi di mail giunte un po’ a chicchessia. Con questo lavorio colossale, tanta pazienza e molta più colla vinilica, abbiamo ricomposto alcuni messaggi originali delle cellule aliene. Ve li proponiamo in esclusiva.
